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Comunicato stampa del 18 febbraio 2023

Comunicato stampa – VERO o FALSO 18 febbraio 2023

“Divide et impera” è una vecchia strategia per controllare la popolazione, ovvero dividerla in modo tale da provocare rivalità e fomentare discordie al suo interno. E nel frattempo portare avanti un progetto, indisturbati e sulla base di assunti non veritieri. Per questo motivo e con l’intento di mettere da parte inutili e dannose polemiche, vogliamo smentire alcune delle notizie false che circolano da tempo a Perugia a proposito del Nodino, riportando fonti ufficiali o di stampa a supporto.

Nell’ultima settimana abbiamo quindi diffuso il più possibile ognuna delle seguenti affermazioni, smontandole, grazie a tecnici ed esperti, punto per punto. Queste affermazioni, a nostro modo di vedere, sono state fatte girare negli ultimi anni, lo ribadiamo, per dividere gli abitanti del territorio esasperati dal traffico e dall’inquinamento e per giustificare un’opera del tutto inutile per le finalità che dichiara di voler raggiungere e dannosa per tutto il territorio perugino, da un punto di vista ambientale, sociale ed economico.

  1. Il nodino risolverà il problema del traffico. FALSO
    ANAS afferma testualmente a pag. 20 nella relazione sui flussi di traffico del 17 giugno 2021 per Regione Umbria e MIMS: “…Con il solo scenario 2 (Nodino), non ci sono modificazioni di sorta sul raccordo autostradale Bettolle – Perugia, sia per i mezzi leggeri che pesanti.” Neppure il Nodo intero fino a Corciano (se mai fra 20 anni, verrà fatto) servirà allo scopo, in quanto a causare il problema dei rallentami è il traffico locale in entrata su Perugia, di tipo pendolaristico, e non il traffico di attraversamento del raccordo.
  2. Il Nodino verrà realizzato con il prolungamento all’ospedale. FALSO
    Nel progetto definitivo il prolungamento non c’è… non è neanche negli atti di programmazione. Sulla base di questo assunto, poi rivelatosi non veritiero, anche l’opposizione (la sua quasi totalità) in Consiglio comunale ha votato a favore del progetto.
  3. Il progetto definitivo sarà pronto a luglio 2022. FALSO
    Chi ha visto finora il progetto definitivo? Doveva essere pronto a giugno 2022 (e nonostante ciò in Consiglio comunale di Perugia lo hanno anche votato). Nei giorni scorsi è stato pubblicato il piano particellare di esproprio, ma ancora ad oggi 18 febbraio 2023 il progetto non è di dominio pubblico. Sono stati perfino negati due accessi agli atti, alla faccia della trasparenza e dell’interesse pubblico.
  4. Il Nodino è già finanziato. FALSO
    I soldi per l’opera NON sono presenti nella legge  di bilancio 2023. Da fonte giornalistica, si apprende che il costo per realizzarlo è più che raddoppiato. Il finanziamento per le ragioni di cui sopra, da un’analisi di valutazione costi-benefici rimarrà sempre insostenibile, figuriamoci per il Nodo intero fino a Corciano, dove i costi sarebbero triplicati.
  5. Il Nodino non danneggerà il bosco. FALSO
    A qualunque profondità le falde acquifere saranno modificate e l’equilibrio dell’ecosistema che ha tenuto in vita un bosco planiziale per secoli sarà compromesso irrimediabilmente. Per non parlare delle altre criticità ambientali e dell’impatto che avrà sulla valle del Tevere, nei Comuni di Torgiano e di Perugia, a livello naturalistico, ambientale, paesaggistico, di consumo di suolo agricolo e pertanto sociale ed economico.
  6. Il Nodino sarà realizzato in pochi anni. FALSO
    Se mai verrà realizzato, vedrà realisticamente la luce non prima del 2035. Anno in cui le auto più inquinanti saranno fuori produzione. Serviranno infatti non meno di 2 anni di tempo per l’espletamento delle valutazioni d’obbligo (Valutazioni ambientali, VIA e VinCA) per la partecipazione, la conferenza servizi, per la redazione del progetto esecutivo, per l’appalto e per la cantierizzazione e non meno di 10 anni per i lavori. (in Italia, la media per le opere di questo importo è di oltre 14 anni)
  7. Esistono delle soluzioni alternative al NODINO. VERO anzi VERISSIMO

Un primissimo intervento da richiedere è quello di uniformare questa tratta agli standard attuali di efficienza e sicurezza per le strade di maggior importanza nazionale, predisponendo adeguate segnaletiche illuminate lungo tutto la tratta e comunque ben prima della deviazione su Perugia onde permettere una canalizzazione corretta molto prima di vedere l’uscita per Perugia. E’ questa una delle cause spesso di tamponamenti e forti rallentamenti (cambio di corsia, frenate brusche, etc…).

–  Dotare tutta la tratta da Collestrada allo svincolo per Perugia di barriere antirumore che possono anche limitare la diffusione dell’eventuale smog. Provvedere alla realizzazione di una terza corsia ove possibile prima dell’uscita dalla E45 per Perugia a Ponte San Giovanni e per Foligno a Collestrada. Fare più controlli ed installare videocamere e dissuasori luminosi contro la violazione delle regole (eccesso di velocità e cambio di corsia, che causano gli incidenti).

Ben più importante, cosa probabilmente risolutiva e comunque certamente migliorativa della situazione attuale,  è quella di realizzare la doppia corsia nelle rampe in salita per Perugia ed in discesa per Foligno sullo svincolo E45 – Raccordo Perugia Bettolle, nonché ugualmente raddoppio della rampa in uscita dalla E45 per S.S.75 direzione Foligno.

Molti di questi interventi, realizzabili entro breve e con costi sicuramente ridotti, erano stati addirittura dichiarati già finanziati da ANAS nel 2018 (vedi Deliberazione Consiglio Comunale Perugia n.107 del 24 settembre 2018 – Avvio procedimento per la realizzazione del nuovo Centro commerciale di Collestrada).

Crediamo, inoltre, che la politica, anche quella locale, debba operare fin da subito e con la massima urgenza, su tutte le direzioni atte a limitare il traffico su gomma e a rendere più attrattivo ed incentivare il trasporto pubblico e la mobilità alternativa sostenibile. Crediamo che si debbano intercettare le risorse statali e comunitarie a tal fine, non per costruire nuove strade, per di più inutili e dannose come abbiamo cercato di dimostrare. Ma per investire e andare nella direzione di politiche e di progetti di trasporto e di mobilità che incentivino il cittadino all’uso di mezzi alternativi all’automobile.

Questa secondo noi è la via giusta per un futuro di progresso, equo e sostenibile.

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